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Superbonus su tutti i 96 mila euro di spesa per le comunità energetiche #adessonewsitalia

La L. 197/2022 (legge di bilancio per il 2023) ha aggiunto un terzo periodo al comma 16-ter dell’art. 119 del DL 34/2020, ai sensi del quale, tra i soggetti che possono beneficiare del superbonus, vi sono anche le “comunità energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non commerciali o di condomini che aderiscono alle configurazioni di cui all’articolo 42-bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito con modificazione dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8” che installano impianti a fonte rinnovabile fino a 200 kW di potenza, “gestiti da soggetti che aderiscono alle configurazioni di cui al citato articolo 42-bis del decreto-legge n. 162 del 2019”.

Il comma 16-ter dell’art. 119 del DL 34/2020 stabilisce infatti che “le disposizioni del comma 5” (ossia quelle che prevedono l’applicazione del superbonus sugli interventi di installazione di impianti fotovoltaici, effettuati congiuntamente agli interventi “trainanti” energetici o sismici, nei limiti di spesa agevolata di 1.600 o 2.400 euro per kW di potenza nominale dell’impianto e con un tetto massimo di 48.000 euro) “si applicano anche all’installazione degli impianti di cui al comma 16-bis”, ossia, appunto, all’installazione di impianti a fonte rinnovabile fino a 200 kW di potenza, “gestiti da soggetti che aderiscono alle configurazioni di cui al citato articolo 42-bis del decreto-legge n. 162 del 2019”.

Per le spese relative a questi impianti, il comma 16-bis dell’art. 119 del DL 34/2020 consente di beneficiare della detrazione prevista dalla lett. h) dell’art. 16-bis comma 1 del TUIR “fino alla soglia di 200 kW per un ammontare di spesa non superiore a euro 96.000”, ossia della detrazione IRPEF del 36%, aumentata al 50% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024, ai sensi dell’art. 16 comma 1 del DL 63/2013.
Il comma 16-ter dell’art. 119 del DL 34/2020, dopo aver stabilito al primo periodo che “le disposizioni del comma 5 si applicano anche all’installazione degli impianti di cui al comma 16-bis”, dispone con il secondo periodo che “l’aliquota di cui al medesimo comma 5 si applica alla quota di spesa corrispondente alla potenza massima di 20 kW e per la quota di spesa corrispondente alla potenza eccedente 20 kW spetta la detrazione stabilita dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera h), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel limite massimo di spesa complessivo di euro 96.000 riferito all’intero impianto”.

Sulla base di quanto detto, pare corretto arguire che, nel caso ad esempio di un impianto di potenza nominale di 50 kW per la cui installazione vengono sostenute spese per 120.000 euro, la corretta applicazione del comma 16-ter dell’art. 119 del DL 34/2020 presupponga:
– il riconoscimento della detrazione IRPEF/IRES superbonus su 38.400 euro di spesa, pari ai due quinti della spesa massima ammessa di 96.000 euro;
– il riconoscimento della detrazione IRPEF base su 57.600 euro, pari a tre quinti della spesa massima ammessa di 96.000 euro (96.000 – 38.400 euro).

Quanto precede, però, non vale più, a decorrere dal 1° gennaio 2023, nel caso in cui ricorrano le condizioni soggettive e oggettive per l’applicazione del comma 10-bis dell’art. 119 del DL 34/2020, poiché la L. 197/2022 (legge di bilancio per il 2023) ha aggiunto un terzo periodo al comma 16-ter dell’art. 119 del DL 34/2020, ai sensi del quale “fermo restando quanto previsto dal comma 10-bis, per gli interventi ivi contemplati il presente comma si applica fino alla soglia di 200 kW con l’aliquota del 110 per cento delle spese sostenute”.

Bonus del 110% fino a tutto il 2025

La norma sembrerebbe infatti comportare che, laddove la comunità energetica rinnovabile costituita in forma di ente non commerciale presenti i requisiti soggettivi richiesti dal comma 10-bis dell’art. 119 e risultino ulteriormente soddisfatti i requisiti previsti di possesso o detenzione e di tipologia catastale dell’immobile in relazione al quale l’impianto è installato, l’intero ammontare della spesa, sino al limite massimo di 96.000 euro, possa essere agevolata con la detrazione IRPEF/IRES superbonus, peraltro con la percentuale di detrazione del 110% sino a tutto il 2025.

Giova infine sottolineare che, stante il tenore della norma, la possibilità di beneficiare delle detrazioni previste dai commi 16-bis e 16-ter dell’art. 119 del DL 34/2020 sembrerebbe subordinata al fatto che gli impianti siano direttamente gestiti dalla comunità energetica rinnovabile e non da essa affidati in gestione a terzi (facoltà ammessa dall’art. 42-bis del DL 162/2019).

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