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Imposta di bollo su fatture elettroniche 2023: scadenze, quando #adessonewsitalia

Quando emetti una fattura, in generale bisogna inserire anche l’IVA, che è a carico del cliente. Se l’IVA manca, perché per esempio sei un soggetto esente, allora devi inserire l’imposta di bollo pari a 2 euro, in modo da essere in regola con il fisco.

In questa guida completa sull’imposta di bollo su fatture elettroniche ti spiego cos’è e come funziona, quando si applica, quali sono le operazioni imponibili, quando si versa, le scadenze previste, i controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate, cosa fare se hai partita IVA in regime forfettario.

Cos’è

L’imposta di bollo è un’imposta che devi pagare se emetti una fattura esente IVA, ma solo se l’importo della fattura è maggiore di 77,47 euro. Tipico esempio sono le fatture mediche: nelle fatture il medico non inserisce l’IVA, proprio perché le spese mediche sono esenti.

Appone dunque la marca da bollo su ogni fattura, ma solo se l’importo supera i 77,47 euro. L’imposta di bollo è pari a 2 euro. Se l’importo è minore, non deve applicare nulla. I numeri da ricordare quindi, sono due:

  • 77,47 euro; l’imposta di bollo è dovuta solo se l’importo della fattura supera i 77,47 euro;
  • 2 euro, è il costo dell’imposta di bollo.

Quando le fatture erano tutte cartacee, applicare l’imposta di bollo era molto semplice: bastava andare al tabacchino, comprare la marca da bollo da 2 euro e incollarla sulla fattura. Semplicissimo.

Con le fatture elettroniche, che transitano attraverso il sistema dell’Agenzia delle Entrate, è tutto diverso. Ma non più complicato di tanto. Vediamo come fare per apporre la marca da bollo su una fattura elettronica.

Quando si applica

Come detto nei passi precedenti, anche per la fattura elettronica si paga l’imposta di bollo. Si applica quando l’importo della fattura supera i 77,47 euro. L’imposta da pagare è pari a 2 euro.

Sulle fatture cartacee è facile inserire la marca da bollo (basta comprarla in tabaccheria e incollarla). Nel caso di fattura elettronica è altrettanto semplice: quando compili la fattura tramite il sistema online (file XML) “Fatture e corrispettivi“, non devi far altro che inserire la spunta nell’apposito campo relativo all’imposta di bollo. Fatto! Nulla di più semplice.

Fatture e Corrispettivi è la piattaforma online messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, tramite la quale puoi emettere e ricevere fatture elettroniche.

Quando si versa

Nel momento in cui metti la spunta, non paghi l’imposta, ma segnali solamente all’Agenzia delle Entrate che su quella fattura va il bollo. Ogni tre mesi, l’Agenzia delle Entrate effettua il calcolo dell’imposta che devi pagare, contando le fatture su cui hai messo la spunta, e ti fa trovare, sempre sul sistema Fatture e Corrispettivi, l’importo totale che devi pagare.

Sempre dal sistema Fatture e Corrispettivi, puoi scaricare direttamente il modello F24 per procedere con il pagamento dell’imposta dovuta. Il modello F24 lo compila automaticamente l’Agenzia delle Entrate, quindi tu non devi far altro che pagare.

Pagamento

L’Agenzia delle Entrate, prima di emettere il modello F24 effettua un controllo sui documenti che transitano dallo SDI con l’obiettivo di individuare e correggere per tempo eventuali errori nell’apposizione della spunta sul campo relativo all’imposta di bollo.

Dopo il controllo, l’Agenzia pubblica l’esito di tale controllo, nell’area dedicata al pagamento dell’imposta di bollo in “Fatture e corrispettivi” in modo che tu possa prenderne visione e correggere eventuali errori. In particolare trovi due elenchi:

  • Elenco “A”, è la lista di tutte le fatture su cui hai messo la spunta per l’imposta di bollo;
  • Elenco “B”, è la lista di tutte le fatture su cui non hai messo la spunta, ma che secondo l’Agenzia delle Entrate sono invece soggette a marca da bollo.

L’elenco “B” puoi modificarlo, inserendo altri documenti o cancellando documenti sui quali ritiene non sia applicabile il bollo. Decorso un certo termine, l’Agenzia da’ per acquisiti entrambi gli elenchi e pubblica il modello F24 con l’importo preciso dovuto, in modo che tu possa procedere con il pagamento.

Di seguito il riepilogo di tutte le scadenze.

Scadenze

Ogni trimestre, ci sono ben 4 scadenze a cui fare attenzione:

  1. Scadenza entro cui l’AE pubblica l’esito delle verifiche sui file delle fatture, ossia gli elenchi A e B;
  2. Scadenza entro cui puoi effettuare le modifiche;
  3. Creazione da parte dell’AE, del modello F24 con il totale da pagare in qualità di imposta di bollo, che puoi scaricare dalla tua area riservata;
  4. Scadenza del versamento.

Di seguito una tabella con tutte le scadenze:

Scadenze versamento imposta di bollo

I trimestre II trimestre III trimestre IV trimestre
L’AE pubblica l’esito delle verifiche sui file delle fatture 15 aprile 15 luglio 15 ottobre 15 gennaio dell’anno successivo
Entro tali date puoi effettuare eventuali modifiche 30 aprile 10 settembre 31 ottobre 31 gennaio dell’anno successivo
L’AE crea il modello F24 per il pagamento, nell’area riservata 15 maggio 20 settembre 15 novembre 15 febbraio
Scadenza del versamento 31 maggio 30 settembre 30 novembre 28 febbraio dell’anno successivo

Da sottolineare inoltre che:

  • Se l’imposta di bollo del I trimestre è minore di 250 euro => Non hai obbligo di versarla entro il 31 maggio ma puoi versarla con l’imposta dovuta per il II trimestre entro il 30 settembre;
  • Se l’imposta di bollo del I e del II trimestre insieme è ancora minore di 250 euro => Non hai obbligo di versarla entro il 30 settembre ma puoi versarla con l’imposta dovuta per il III trimestre entro il 30 novembre.

Come si paga

Se emetti fatture cartacee, devi solo comprare le marche da bollo in tabacchino e apporle sulla fattura. Quindi semplicissimo.

Se emetti fatture elettroniche, quando compili una fattura sul sito dell’Agenzia delle Entrate, devi mettere la spunta sull’apposito campo della marca da bollo. L’Agenzia poi, ogni tre mesi somma tutte le fatture con bollo e ti fa trovare nella tua area riservata il modello F24 per il pagamento.

Non imponibili

Se emetti una fattura con IVA, l’imposta di bollo non si paga. Al contrario, la fattura che non reca IVA, deve avere la marca da bollo (se la fattura è oltre 77,47 euro. Di seguito un riepilogo dei documenti soggetti a marca da bollo, ovvero tutti i documenti con importo superiore a 77,47 euro che siano:

  • Fuori campo IVA in quando assente il presupposto oggettivo, soggettivo o territoriale (articoli 2, 3, 4, 5 e dal 7bis al 7 septies DPR 633/72);
  • Operazioni escluse (art 15 DPR 633/72);
  • Operazioni assimilate alle esportazioni (n.i art. 8 bis) e cessioni a fronte di lettere d’intento (8 comma 1 lett. C DPR 633/72);
  • Operazioni esenti (esenti art. 10 DPR 633/72);
  • Fatture emesse da soggetti in regime di vantaggio o regime forfettario.

Regime forfettario

Devi pagare l’imposta di bollo anche se sei in regime forfettario. Tale regime agevolato infatti, non paga l’IVA, oltre a varie altre imposte.

Proprio per questa ragione, per te forfettario vige l’obbligo di apporre la marca da bollo su ogni fattura di importo maggiore di 77,47 euro. Oppure, in caso di fattura elettronica, apporre la spunta nell’apposito campo.

Le regole sono le stesse, previste in questa guida.

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